LA MANO REUMATOIDE

 

Le malattie reumatiche rappresentano la seconda causa di invalidità e incidono pesantemente sui costi della sanità pubblica. Per questo motivo è importante una diagnosi precoce e corretta, nonchè un trattamento adeguato. Tra queste l’artrite reumatoide (A.R.) occupa un posto di primo piano ed è seconda solo all’artrosi per numero di persone colpite. L’A.R. è una malattia infiammatoria del tessuto connettivo che colpisce soprattutto la membrana sinoviale. E’ una artropatia infiammatoria cronica in grado di produrre delle deformazioni e delle lesioni articolari irreversibili nella mano.  E’ diffusa nel Nord-Europa, colpisce qualsiasi età, il sesso femminile, l’infanzia e l’età avanzata, l’etiologia è sconosciuta, è possibile l’esistenza di un fattore genetico.

L’A.R. è una malattia cronica, caratterizzata da una infiammazione delle articolazioni, soprattutto delle mani, che determina serie ripercussioni su tutte le parti colpite.

Anche se l’A.R. può interessare persone di qualsiasi età, l’incidenza maggiore della malattia è tra i 30 e 50 anni, inoltre, anche i bambini ne possono essere colpiti, purtroppo con una certa frequenza. Più soggette sono le donne,con una percentuale sette volte maggiore rispetto agli uomini. Inizia come oligoartrite distale che colpisce i polsi, una o più articolazioni, metacarpo-falangee (MF) o inter-falangee-prossimali (IFP), si presenta con dolore e rigidità al mattino, al risveglio, si attenua nella giornata. I disturbi ricompaiono la notte. All’inizio tumefazione articolare con aspetto “fusato” delle dita, tenosinovite degli estensori o dei flessori. Segni tipici sono:  febbricola, alterazioni condizioni generali, VES aumentata, elettroforesi alterata, F.R negativo.

Prima si formula la diagnosi di A.R. nella mano e maggiori sono le possibilità di tenerla sotto controllo e di non farla peggiorare. Non va dimenticato, infatti che si tratta di una malattia cronica, cioè che si protrae nel tempo e che è destinata a determinare seri danni funzionali alle articolazioni della mano.  Tra gli esami strumentali ricordo la tradizionale radiografia e l’ecografia.

Tanto più precoce è il trattamento della mano reumatoide, tanto minore è il rischio che la malattia possa progredire verso gli stadi più seri . Il medico dispone di numerosi tipi di farmaci in grado di curare e prevenire i danni che si possono manifestare. Ma abbiano anche dei metodi di cura che possono aiutare a ridurre l’entità della componente dolorosa e migliorare la funzionalità articolare Questi metodi sono: l’agopuntura e le tecniche riabilitative, ossia procedure che vengono applicate, quest’ultime, da personale specializzato allo scopo di consentire il recupero della funzionalità articolare. Importante è migliorare lo stile di vita: la dieta  e il riposo. Fare attenzione a una dieta ricca di proteine e di grassi animali, e povera di vitamine e di fibre sembra possa essere un fattore di  rischio per la comparsa o il peggioramento dell’A.R.. E’ bene ridurre il consumo di alcolici perché possono interferire che sono utili per tenere sotto controllo la malattia, e il fumo. Per tenere sotto controllo l’A.R. può essere importante alternare le attività di tutti i giorni con brevi periodi di riposo, la cui durata dipende da malato a malato. Non è da trascurare poi la possibilità chirurgica nella mano reumatoide. Per il trattamento di questa malattia ci sembra fondamentale il dialogo e la collaborazione tra  il medico di famiglia, il reumatologo, il chirurgo della mano, il fisiatra con il terapista della riabilitazione.

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